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2024_1_copertina_Il restauro delle facciate

Aveta A., Aveta P. (2024),

Il restauro delle facciate monumentali: indagini, progetti e cantieri nel centro storico di Napoli

Editori Paparo, Roma.

 

La città di Napoli è nota a livello internazionale per il suo straordinario patrimonio architettonico, archeologico, storico-artistico nonché di beni immateriali e con il centro storico inserito nella Lista del Patrimonio mondiale Unesco dal 1995. Nonostante ciò, il tema del colore delle architetture storiche e del loro restauro non è mai stato di particolare interesse per le Amministrazioni comunali che si sono succedute nei decenni trascorsi. Eppure si tratta di un argomento di vitale importanza per la conservazione dell’identità del capoluogo partenopeo, nel quale la cromia dei manufatti, insieme al disegno compositivo, nel corso dei secoli ha connotato la ‘veste’ superficiale di chiese, conventi, palazzi nobiliari, edilizia comune. Dunque, i materiali più diffusamente usati, come le pietre di tufo giallo e grigio, il piperno, la pietrarsa, nonché le malte, gli intonaci, gli stucchi, le decorazioni degli edifici sono stati concepiti in modo da armonizzare i gusti del tempo con i prodotti locali, che si integrano con il colore delle rocce di tufo emergenti dal sottosuolo: ciò è testimoniato dalle numerose vedute della città.

Nel volume si affronta il tema della progettazione delle cromie da adottare nelle attività di restauro delle facciate degradate dei manufatti: questa è un atto critico che dimostra la sensibilità e la cultura del tecnico incaricato, che deve avere nel suo bagaglio conoscitivo due riferimenti fondanti: la storia dell’architettura della città ed i principi condivisi della moderna cultura del Restauro.

Per i motivi suesposti, dopo la Presentazione di Luigi La Rocca e la Prefazione di Alessandro Castagnaro, vi è un capitolo introduttivo nel quale viene sviluppato il rapporto tra l’architettura ed il colore nella storia urbana; quindi, si tratta il tema dei materiali e delle tecniche costruttive tradizionali impiegate nell’area napoletana; poi, si evidenziano gli aspetti metodologici ed applicativi della manutenzione delle facciate storiche e si dibatte dei Piani del Colore.

Dopo tale premessa di impostazione culturale, che delinea un percorso ‘virtuoso’, vengono illustrati e documentati quattro casi significativi nei quali gli Autori si sono cimentati come progettisti e direttori dei lavori; casi che – nel rispetto dei principi acquisiti della Cultura del Restauro – possono rappresentare ‘buone pratiche’ dal punto di vista metodologico ed operativo: dunque, come semplificazione la loro conoscenza può rappresentare uno strumento utile, soprattutto per le giovani generazioni di tecnici, architetti ed ingegneri, per la risoluzione delle complesse problematiche del restauro architettonico che si presentano nella prassi, con specifiche condizioni del contesto. Si tratta dei restauri delle facciate delle chiese di S. Nicola alla Carità e di S. Maria di Costantinopoli, nonché del Villino Paradisiello e del Palazzo Carbonelli di Letino, tutti nel centro storico della città e vincolati ai sensi del D. Lgs. 42/2004. Per ciascuno di essi vengono riportati gli elementi essenziali della fase progettuale ed esecutiva (dai lineamenti storici, al ‘cantiere della conoscenza’, alle scelte progettuali rispettose delle prescrizioni della Soprintendenza). Nelle rispettive Appendici, infine, si ritrovano i risultati delle indagini in sito ed in laboratorio, indispensabili per la diagnosi del degrado e per la definizione degli interventi.